Casina nuova e risotto al radicchio

Ormai è una settimana che abito nella casetta nuova di marzo, ospite degli amici J. (bielorussa, ma vive in Italia da un po’) e M. (italiano) che son stati tanto cari a darmi asilo per questo mese. Mi trovo molto bene anche qui e l’idea di poter stare ancora tra i monti mi conforta molto, nonostante la situazione di precarietà e dubbio totale in cui si ritrova la sottoscritta.
Ciò non toglie comunque che, sebbene il tempo sia poco a causa del trasloco e le mille cose da fare per dare una qualche forma al mio futuro da neolaureata disoccupata senza sede, continuino le sperimentazioni per Aroma di Cannella.

Era da tempo che con J. si diceva “dobbiamo cucinare qualcosa insieme”, perchè lei è una cuoca davvero niente male! Per di più ha una creatività nel preparare i piatti e nell’abbinare diversi cibi da far venire l’acquolina in bocca, che proprio oggi le ho detto “Sei proprio una donna da sposare!”. E lei, ridendo, mi ha risposto: “Beh, spero non solo per questo!”. E c’ha ragione: è davvero una brava ragazza.

Domenica scorsa scorsa, quindi, ci siamo messe ai fornelli, per la mia prima cena ufficiale in casina nuova con alcuni amici di J. Piatto principale un primo che adoro ma per cui non avevo mai scritto una ricetta per il blog: il risotto al radicchio.

 

Risotto al radicchio 

Ingredienti  (per 4 persone)

320 gr di riso arborio
1 cespo di radicchio tondo
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
20 gr di gherigli di noci
2 l di acqua
1 cubetto di dado vegetale (noi abbiamo usato il dado preparato dal papà di M., dovrò provare a farlo anche io prima o poi)
70 gr di taleggio
30 gr di parmigiano grattuggiato
1 bicchiere di vino rosso
olio evo a piacere

Preparazione

Cominciate mettendo a scaldare l’acqua con i gherigli di noci, lasciandone a parte qualcuno per la decorazione.
Nel frattempo in una padella preparate il soffritto rosolando lo scalogno e lo spicchio d’aglio con l’olio.

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Unite poi il radicchio e fate appassire bene. Aggiungete poi il riso e tostatelo per qualche minuto.

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Quando l’acqua per il brodo sfiora il bollore, togliete le noci e tenetele da parte. Aggiungete il dado vegetale.

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Tornate al riso e procedete alla cottura con il brodo, aggiungendolo un po’ per volta per circa 15 minuti.

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Quando il riso è quasi pronto,  aggiungete le noci ammollate nel brodo e sfumate con il vino rosso. Unite infine il taleggio tagliato a dadini e il parmigiano, e mescolate fino a quando i formaggi saranno ben incorporati.

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Impiattate decorando con gherigli di noci e una foglia di radicchio.

смачна есці!

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Un weekend in cucina

Come avevo accennato ieri nella pagina Facebook di Aroma di Cannella, lo scorso weekend è stato ricco di nuove sperimentazioni e ricette. Un ritorno tra i monti con il botto, pieno di cucina e belle ore spese con gli amici.
Inoltre sono arrivati nuovi Erasmi per il semestre primaverile e ora si prospetta una settimana bella intensa, piena di eventi che terranno la sottoscritta occupata quasi ogni giorno. A questo si aggiunge poi che, entro lunedì prossimo, devo liberare casa. Eh sì, la mia bella casetta dove ho vissuto negli ultimi sei mesi in trasferta tra i monti.
So già che mi mancherà stare qui, ma per fortuna i miei cari amici J. e M. mi ospiteranno nelle prossime settimane finché qualcosa non si smuoverà. Si spera.

Dicevo, dunque, che nello scorso fine settimana mi son data alla cucina e ieri è stata una domenica di pasticceria da paura. Ma non vi preannuncio nulla perché mi terrò le novità per i prossimi giorni quando, in fase trasloco, non avrò certo tempo di pensare a qualcosa per Aroma di Cannella.
La ricetta che vi lascio oggi è un piatto unico tutto vegetariano: tortini agli spinaci con crema al parmigiano.
Dopo aver passato buona parte di un piovoso sabato pomeriggio a letto a guardando serie tv in streaming (no, non vi dico di cosa mi sto drogando al momento), mi era venuta voglia di mangiare qualcosa di sfizioso, ma senza esagerare. A disposizione in frigo avevo solo parmigiano e in freezer una busta di spinaci.
Così, tra una puntata e l’altra, ho pensato a questa ricetta, a cui poi si è aggiunta la seconda della crema al parmigiano – perché, a dirla tutta, mangiare i tortini così da soli mi sembrava proprio triste. E non ancora contenta, dato che comunque con due tortini anche abbondantemente guarniti la pancia non si soddisfa, mi sono bollita un pugno di cous cous che ho condito con la crema avanzata.

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Tortini di spinaci con crema al parmigiano

Per 8 tortini

450 gr di spinaci congelati
1 scalogno grande
40 gr di parmigiano
2 cucchiaio di olio evo
6 cucchiaini di pan grattato
4 cucchiaini di fecola di patate
sale qb
pepe bianco qb
qualche goccia di latte di soia

Per la crema al parmigiano

500 ml di latte di soia
20 gr di farina
80 gr di parmigiano
pepe nero qb

Preparazione

In una padella antiaderente soffriggete lo scalogno tagliato fine con due cucchiai di olio extra vergine di oliva, unite gli spinaci e aggiustate di sale e pepe. Una volta pronti, scolate gli spinaci per bene e sprizzateli con l’aiuto di una forchetta.

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Trasferite gli spinaci in una terrina  e unite il parmigiano grattuggiato, il pan grattato, la fecola e qualche goccia di latte. Mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo, che andrete poi  a trasferire sugli stampini da muffin. Se non avete il magico spray staccante, ungete gli stampini e spolverate con del pan grattato.

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Infornate a forno già caldo a 180° per 30 minuti.

Per la salsa al parmigiano

Scaldate il latte e unite la farina. Tenendo il fuoco basso, mescolate fino a quando il composto si addensa.

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Unite poi il parmigiano grattuggiato fino a completo assorbimento. Per rendere più cremosa la crema potete aggiungere altro latte a piacere. Bella grattata finale dl pepe nero.

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Una volta pronti i tortini, estraeteli dal forno e impiatteteli ancora caldi guarnendo con la crema al parmigiano.

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Kenwood vs Bimbi: La Treccia di Pan Brioche

Giovedì scorso ho avuto modo per la prima volta di vedere in azione il tanto chiacchierato Bimbi. Mia cugina F. lo ha acquistato e così ha organizzato una dimostrazione a casa sua.
È stata davvero una bella serata e devo dire che il signorino mi ha proprio stupito, soprattutto per la sua grande versatilità. Si può fare veramente di tutto. Tranne il caffè, come qualcuno ha detto scherzando quella sera.
Devo dire che il Bimbi è davvero ottimo. Senza dubbio per chi è amante della cucina, perché in casa è un alleato che ti permette di sperimentare e fare qualsiasi cosa, anche con una bella dose di risparmio, in tempo e soldi.
Ancora più adatto per chi di cucinare proprio non ne vuol sentire. Basta inserire la pennetta e vi viene detto cosa fare. Mettere gli ingredienti nell’ordine giusto e potete preparare una cena dall’antipasto al dolce senza averlo mai fatto prima.
È sicuramente una grande invenzione, ma, parlando per me, preferisco di gran lunga continuare a mettere le mani in pasta, come si suol dire.
Nonostante tutto, comunque, alla dimostrazione si è mangiato davvero bene, quindi non c’è dubbio che il Bimbi funzioni alla grande.
Fare un gelato cremosissimo e sano con sola frutta congelata e un po’ di zucchero è la fine del mondo.
E poi ho avuto occasione di scoprire – e mangiare soprattutto – una treccia di pan brioche salata super golosa. Ma in effetti qui il Bimbi non ha fatto altro che l’impasto. Quindi mi son chiesta: perché non provare a fare lo stesso con la mia Kenwood?
Detto fatto: domenica scorsa è venuto fuori questo piccolo capolavoro – non voglio peccare di presunzione, ma la soddisfazione è stata tanta ed è venuta fuori una ricetta super.

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Treccia di pan brioche con radicchio e Montasio

Ingredienti

Per il pan brioche salato

550 gr di farina 00
250 gr di latte
50 gr di olio di oliva
25 gr di lievito di birra
uovo
10 gr di sale
10 gr di zucchero

Per il ripieno

200 gr di formaggio Montasio
radicchio rosso

Accessori Kenwood

Gancio impastatore

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Preparazione

Cominciate sciogliendo il lievito e lo zucchero nel latte, che avrete fatto intiepidire per un paio di minuti.

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Nella planetaria ponete la farina e versate il latte un po’ alla volta con la macchina in funzione a velocità 1.

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Quando il latte è assorbito, unite l’uovo, l’olio e il sale e lavorate fino a quando l’impasto sarà bello liscio, morbido ed elastico. In sostanza deve rimanere attaccato tutto al gancio e in mano devo risultare non appiccicoso e facile da lavorare.

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Ponete a lievitare per un’ora fino a quando l’impasto sarà raddoppiato di volume.

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Stendete ora l’impasto con l’aiuto di un mattarello (non sarà necessaria ulteriore farina), dando una forma rettangolare. Tagliate tre strisce di pasta e farcite con il radicchio e il Montasio tritati a pezzettini.

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Chiudete bene schiacciando con le dita e formate i tre serpentelli, che poi andrete ad intrecciate. Spennellate la superficie con del latte.

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Infornate a forno già caldo 180° per 10 minuti e poi abbassate a 160°, cuocendo per per altri 40 minuti. La superficie deve essere dorata.

Fate raffreddare la treccia  prima di divorarla.

Una bontà. Apprezzatissima da tutta la famiglia.

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Un Martedì Grasso in Italia

Ed eccoci qui, quasi un anno dopo. Dico quasi perché ancora non sono passati 365 dal primo post di Aroma di Cannella, ma ci siamo quasi. Tuttavia è passato un anno in termini di festività, perché tutto è iniziato durante quel famoso Martedì Grasso in Svezia.
Oggi, nel 2015, la sottoscritta sta passando il Martedì Grasso in Italia, così come suggerisce il nome del post.
Prima di cominciare a scrivere, sono andata volutamente a rivedere quello che avevo annotato nel primo nonché tra più affezionati articoli del blog. E che dire, me ne sono venuti in mente di ricordi. Ma non mi voglio ripetere nelle memorie: che l’ultimo sia stato un anno unico l’ho già detto e più volte commemorato (come ho fatto qui e qui).
Devo comunque dire che, paragonando oggi e l’altro oggi di un anno fa, la situazione è parecchio diversa. Ma son comunque soddisfatta e contenta, questo credo sia l’importante. E del resto, Aroma di Cannella, sotto sotto, era nato anche per questo: tenere memoria attraverso un diario culinario di quel che combina la sottoscritta.

Quest’anno il Martedì Grasso è tornato ad essere in linea alla tradizione: fare abbuffata in famiglia di dolci tipici carnevaleschi. Avevamo già cominciato ad assaggiare frittelle e crostoli qualche settimana fa, quando V. è venuto da me in visita in paese natio per il weekend, prima che partisse per tornare in Repubblica Ceca.
Ma giustamente per l’ultimo di Carnevale non potevo rimanere con le mani in mano. Sicché stavolta tutta la famiglia si è messa all’opera per preparare i crostoli al forno.
Farli fritti non se ne parlava proprio: come l’anno scorso non avevo voglia di riempire la cucina con l’olezzo delicato dell’olio fritto. Quindi ho optato per provare la ricetta al forno.
E’ stata l’occasione per la prima volta di utilizzare il tagliapasta che ho vinto al concorso della cara amica Annalisa di Torte di Nuvole (qui l’articolo in cui parlo del premio e questa la pagina dedicata).

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Inoltre ho sperimentato anche il tirapasta della nonna (sì, la mitica nonna del pasticcio), che mi ha gentilmente ceduto l’attrezzo e promesso che, ‘co ‘riva il caldo, mi insegnerà a fare le tagliatelle e le lasagne all’uovo (super felice!).

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Dopo la prima sperimentazione disastrosa (ma non bisogna nasconderlo, in cucina è così) di domenica, ieri sera con la supervisione del papi e della sorellina ho preparato ad hoc questa ricetta. Poi si è unita anche la mami e via con il lavoro di squadra: io che tiravo la pasta, il papi che girava il manico del tirapasta, la mami e la sorellina che preparavano i crostoli sulle teglie, pronti per l’infornata.

Crostoli al forno

Ingredienti

600 g di farina
70 g di zucchero
70 gr di burro fuso
3 uova
mezzo bicchiere di grappa
aroma di limone
1 bustina di lievito per dolci

Per la copertura

1 uovo sbattuto con qualche goccia di latte
abbondante zucchero a velo

Accessori

Gancio impastatore (io ho usato quello della mia Key)
Taglia pasta
Tirapasta

Nb: potete fare tutto a mano se volete. Vedete voi.

Preparazione

Ponete nella planetaria tutti gli ingredienti: disponete a fontana la farina e fate un buco al centro, mettendoci lo zucchero, le uova, la grappa, l’aroma di limone e il lievito. Impostate a velocità minima e poi aumentate a 1 fino a quando il composto sarà ben amalgamato e si staccherà completamente dalla planetaria. Al tatto non dovrà essere appiccicoso, aggiungete della farina se necessario.

Ed ora, lavoro di squadra!
Stendete la pasta con l’aiuto dell’apposito tirapasta, se ce lo avete, altrimenti armatevi di pazienza e usate il mattarello. Lo spessore deve essere di 1-2 mm, ma potete scegliere la misura che preferite – in ogni caso consiglio di rimanere sul sottile.

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Tagliate in quadrotti e incidete nel mezzo. Spennellate con l’uovo sbattuto con poco latte.

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Informate a forno già caldo a 210° per 8-10 minuti fino a quando i crostoli saranno dorati e formeranno delle bolle.
Una volta pronti, spolverateli con abbondante zucchero a velo.

Ed anche quest’anno, il Martedì Grasso è andato.

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Un Tiramisù per i miei Erasmi

In queste ultime settimane avevo accumulato parecchi articoli nella sezione “bozze” del blog. Poi tra laurea e mille altre faccende il tempo è sempre stato poco per finire la stesura, sicché in questi giorni sto cercando di smaltire un po’ di idee, approfittando anche del periodo tranquillo – ora che anche l’esame dell’IELTS è passato.

La ricetta che vi propongo oggi è un grande classico della pasticceria del bel paese, ossia il tiramisù. Si tratta di uno dei dolci più comuni nonché facili da preparare. Ricordo che, assieme alla torta ai Mars, era uno dei “must” da compleanno quando ero bambina.
E sarà la fama che si porta dietro, ma tutti i miei amici non italiani ne fanno sempre grande richiesta. Assaggiare il tiramisù era infatti uno dei sogni di S., la mia super amica nepali-canadese, a cui ne ho fatto provare uno super buono da pasticceria  quando è venuta a trovarmi assieme a L. lo scorso giugno (caspita, come vola il tempo! Mancate ragazze).
E anche V. (cake design) continuava a chiedermi di insegnargli come prepararlo. Per cui, quella sera in cui abbiamo mangiato i bramboráky, il tiramisù ha fatto da conclusione light (coglietemi l’ossimoro). Ma tutti gli Erasmi sono stati contenti.

Quella è stata ufficialmente la nostra ultima cena, tra noi intimi. Per cui questo post è dedicato a tutti loro.
Mi mancano, quei bravi ragazzi.

Tiramisù

Ingredienti

Per la crema al mascarpone
6 uova
120 gr di zucchero
500 gr di mascarpone
In aggiunta per aromatizzare la crema al mascarpone: liquore a piacere (quello al caffè mi è stato ampiamente suggerito dalle sperimentazioni in terra boema)

12 tazzine di caffè
400 gr di savoiardi
cacao in polvere

Procedimento

Cominciate dividendo gli albumi dai tuorli e montate questi ultimi con metà dello zucchero con l’aiuto di uno sbattitore, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete poi il mascarpone, mescolando bene senza formare grumi.

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Montate a neve gli albumi, aggiungendo l’altra metà dello zucchero a metà processo. Incorporateli poi al composto con i classici movimenti dall’alto verso il basso. La crema al mascarpone è pronta.

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E ora si procede a strati, come per il pasticcio o le lasagne. Inzuppate i savoiardi nel caffè e disponeteli in una teglia (noi per comodità abbiamo usato una di quelle in alluminio usa e getta). Coprite con uno strato di crema e spolverate con il cacao in polvere.

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E continuate così fino all’ultimo strato, ultimando con una bella spolverata di cacao – noi, non avendo l’apposito colino, siamo andati giù pesante con il cucchiaino da caffè.

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Coprire con della pellicola da cucina e ponete in frigorifero il tiramisù per almeno 2-3 ore.

Et voilà, pronto.

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…Flash! Muffin al cioccolato per San Valentino

Sinossi: dovrei seriamente considerare di preparare dolci su commissione. Nessun interessato?

***

Muffin al cioccolato

Ingredienti (per 24 muffin)

4 uova
300 gr di farina
150 gr di burro (io senza lattosio)
300 gr di zucchero
150 ml di latte di soia (o normale, come preferite)
mezza bustina di lievito per dolci
70 gr di cacao amaro in polvere
100 gr di cioccolato al latte
1 pizzico di sale

Preparazione flash

Nella planetaria sbattete  il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete poi le uova una alla volta e continuate a lavorare il composto finché tutti gli ingredienti siano ben amalgamati.
In una ciotola a parte setacciate la farina con il lievito, il cacao amaro e il pizzico di sale. Unite le polveri un po’ alla volta, alternando con il latte. Dovete ottenere un composto corposo senza grumi. Aggiungete il cioccolato tagliato a pezzettini, tenendone un po’ per la decorazione finale.
Versate il composto negli appositi pirottini o stampini per muffin, decorate con le scaglie di cioccolato rimaste.
Infornate per 30 minuti in forno già caldo a 180°.
Resistete alla tentazione e lasciateli raffreddare un attimo prima di papparveli.

Flash, pronti!

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