…Flash! Radiatori allo scoglio

Sinossi: – 14. Sì, un’altra flash ricetta. Nuovo post per la rubrica “Pasta che passione!”

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Radiatori (pasta integrale) allo scoglio

Ingredienti (per 1 persona)

60 gr di pasta integrale
180 gr di preparato per pesce
150 gr di zucchine (io le avevo già cotte in padella con un po’ di scalogno)
qualche goccia di succo di limone
mezzo bicchiere di Vino bianco
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di olio di oliva
3 cucchiai di passata di pomodoro
sale e pepe nero in grani qb
prezzemolo a piacere

Preparazione flash

Mettete a bollire l’acqua per la pasta. 

Nel frattempo rosolate lo spicchio d’aglio con un cucchiaio d’olio e poi unite il pesce. Salate, pepate e saltate in padella per qualche minuto. Aggiungete qualche goccia di succo di limone e sfumate con il vino bianco. Lasciate cuocere a fuoco lento per 10 minuti. Aggiungete poi la passata di pomodoro e le zucchine già cotte e cuocete per altri 5 minuti.
Una volta pronta, saltate in padella la pasta con il sugo e spolverate con il prezzemolo.

Flash, pronto!

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Pasta che passione! – Parte 3: la questione del sale

Era da un pezzettino che non scrivevo una ricettina per la rubrica “Pasta che passione” dopo l’ultimo esperimento della pasta fatta in casa.
Questa volta niente di così laborioso, ma ne è venuta fuori un’idea niente male e facilissima da preparare.

Avevo premesso a V. – l’amico dalla Repubblica Ceca ritratto nel mio primo esperimento di cake design – che gli avrei preparato una cena all’italiana. E la cosa questa settimana è caduta a fagiolo dato che è mezzo invalido perché ha un braccio quasi fratturato, dopo essere finito contro l’altro amico ceco T., il quale ha sbandato con la bici su una buca. E così son finiti entrambi per terra.
Niente paura, i ragazzi sono vivi e vegeti e stanno benone. Certo ci vuole ben altro per mettere ko i due Boemi.

Preambolo a parte, si è presentata dunque l’occasione di pensare a nuovo primo piatto che fosse d’effetto, in modo da poter dar conferma che noi italiani con la pasta dovremmo saperci fare. E soprattutto che dovremmo diffondere il verbo su come cucinarla. Ritengo fondamentale infatti spiegare a chi non è del bel paese che si usa il sale grosso – e non il fino – nella cottura della pasta.
Mi è stato chiesto il perché ed in effetti non ho saputo dare una risposta lì per lì – che figura, penserete pure.
Così ne ho approfittato della presa alla sprovvista e son andata in cerca su Internet. Il motivo principale è che il sale grosso costa meno del fino, in quanto quest’ultimo per essere ottenuto deve essere macinato appositamente. E anche in passato si usava fare così, appunto, per risparmiare sul costo.
Devo dire che questa risposta mi ha un po’ sorpresa, perché pensavo, nella mia ignoranza, che fosse una questione gusto, non tanto economica. Anche perché quelle rare volte che ho mangiato la pasta cotta con il sale fino, lo chef in questione non era giustamente italiano e il piatto era proprio insipido. Che poi la causa sia effettivamente il sale o la capacità del cuoco, questo è un altro dire.

Tornando, comunque, alla pasta che ho cucinato ieri sera (con il sale grosso), come condimento ho optato per il pesce, ovviamente. Non è stato semplice perché V. è una buona ma esigente forchetta dallo stomaco bello grande. Così ho scelto il pesce spada, che è un signorino bello saporito e per di più mai assaggiato da V.

Ecco dunque la ricettina di oggi: Pennette al pesce spada e pomodorini.

Ingredienti (per 2 persone)

180 gr di pennette
100 gr di pesce spada affumicato
pomodorini ciliegino
mezzo bicchiere di vino bianco
succo di mezzo limone
3 cucchiai di olio di oliva
sale, pepe, prezzemolo a piacere

Preparazione

Mettete a bollire l’acqua e nel frattempo preparate il sugo. In una padella antiaderente ponete l’olio e rosolate il pesce spada tagliato a listarelle di 1 cm circa. Aggiungete il succo di limone, sfumate con il vino e salate e pepate a piacere.

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Quando è ora di buttare la pasta, aggiungete i pomodorini tagliati in quattro parti e aggiungete il prezzemolo. Lasciate cuocere a fuoco vivace così che i pomodorini si appassiscono e viene fuori il sughetto.

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Una volta pronta la pasta, trasferitela in padella e saltatela per qualche minuto, aggiungendo dell’altro prezzemolo se vi piace.

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Accompagnato con un Moscato Giallo Trentino Doc, questo piatto si è rilevato un piccolo successo.
V. ne è stato proprio entusiasta.
E spero bene, direi. Che almeno con la pasta si possa andare sul sicuro.

Pasta che passione! – Parte 2

Che dire, questa volta la pasta me la son preparata.
Esattamente 4 mesi dopo il primo post di quella che era nata come una rubrica sulla pasta, arriva la seconda puntata con una grossa novità per la sottoscritta: la mia prima pasta fatta in casa.
Devo ammettere che tutto è stato possibile grazie alla nuova impastatrice della Kenwood (lo so che è pubblicità, ma era dall’anno scorso che la sognavo) che i miei hanno ricevuto in regalo (e qui non so, effettivamente, se completamente) assieme all’acquisto della lavastoviglie.
La piccolina (tra virgolette, perchè è enorme rispetto alla mia vecchia Moulinex) è arrivata una decina di giorni fa, ma tra le mille cose da fare non ho mai avuto tempo di dedicarmici.
Così ieri pomeriggio, dopo lo studio ovviamente, mi è venuta l’idea di provarla, testando pure il torchio per la pasta che era in dotazione.
E quindi detto fatto, con orgoglio vi presento i miei primi Maccheroni all’uovo.

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La ricetta di oggi è dunque questa, presa direttamente dal libretto della Kenwood. Ovviamente risulta di una banalità incredibile, perchè fa tutto l’impastatrice, ma son comunque soddisfazioni!
E ahimè, gran difficile replicare se non avete uno strumento simile a quello in questione. Ovviamente, so che siete più bravi di me e quindi riuscireste a farvi pure le tagliatelle senza l’aiuto di niente. E nessuno. Ma provate. Anche se con i maccheroni la vedo un po’ dura!

Ingredienti (per 5 porzioni)

400 gr di farina 00
4 uova

Utensili

Impastatrice
Gancio a K (tipo questo qui sotto)

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Torchio pasta

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Procedimento

Lavorate con l’impastatrice la farina e le uova, aggiundole una alla volta per 30-45 secondi, aumentando progressivamente la velocità a 1. Fermate poi la macchina, staccate l’impasto dal gancio e riazionate per un minuto fino ad ottenere un impasto bricioloso.

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Infarinate il torchio per la pasta e un piatto dove andrete a mettere i vostri maccheroni. Azionate la macchina, introducendo l’impasto un po’ per volta. Dopodiché i maccheroni cominceranno ad uscire (che emozione!) e tagliateli a circa due centimetri di lunghezza.

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Se non la mangiate subito (io l’avevo fatta ieri sera per il pranzo di oggi), lasciate essiccare la pasta per qualche ora dopodiché mettetela in frigo. Potete anche congerlarla e mangiarla successivamente

Et voilà, maccheroni fatti in casa con passata di pomodoro e qualche foglia di basilico. Una bontà!

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Giovedì di pesce

Da lunedì mi sono messa seriamente all’opera con la tesi. Nonostante sia ormai passato più di un mese da quando son tornata in Italia, il tempo serio da dedicare al più grosso impegno accademico dei prossimi mesi è sempre stato poco. Sicché, dopo essere stata in Spagna qualche giorno con le mie due canadesi a trovare le amiche spagnole (uno delle quali era quella della pizza tagliata con le forbici), ho deciso di dedicare (quasi) tutte le mie energie sulla tesi, che si sta dimostrando un lavoraccio non da poco. Ma chi mi conosce sa che se sono sotto pressione con l’università o generalmente stressata, cucinare è un modo per distendere i nervi e ricaricare le pile. Sicché ieri, dopo aver fatto un bel rifornimento di cose buone al supermercato con la mami, è stata la giornata pesce. Quindi per voi oggi ben due ricette: insalata di seppie e patate e il gran classico degli spaghetti alle vongole. Noi li abbiamo mangiati uno per pranzo e uno per cena, ma se volete fare una bella cena di pesce con gli amici vi posso proporre l’abbinamento. Molto semplice, facile e veloce, ma di grande efficacia!

Insalata di seppie e patate

Ingredienti (per 4 persone)

5-6 patate di medie dimensioni
1 kg di seppie
1 scalogno
1 mazzetto di prezzemolo
1 carota
8-10 pomodorini
olive
succo di limone
sale e pepe qb
olio di oliva
semi di sesamo

Preparazione

Lessate le patate in abbondante acqua salata per circa 40 minuti fino a quando non saranno morbide (fate la prova con una forchetta). Ancora calde, sbucciatele e tagliatele a cubetti.

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Lavate bene le seppie e lessatele per 15 minuti in acqua bollente con succo di limone. Una volta cotte, con l’aiuto delle forbici tagliatele a pezzetti.

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Preparate poi il condimento: in un mixer ponete il prezzemolo, la carota, lo scalogno e le olive. Lavate poi i pomodorini e tagliateli a metà.

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In una terrina unite il tutto, condite a piacimento con olio di oliva, sale, pepe e semi di sesamo.

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Spaghetti alle vongole 

Ingredienti (per 4 persone)

400 gr di spaghetti
un vasetto di vongole al naturale (ma potete usare anche le vongole fresche, verrà sicuramente più buono, ma io non le avevo in casa)
olio di oliva
1 spicchio d’aglio
6-7 pomodorini
un mazzetto di prezzemolo
sale qb

Preparazione

Mettete a scaldare l’acqua per la pasta. Le vongole si cuoceranno nel frattempo. In una padella antiaderente versate abbondante olio di oliva e soffriggete lo spicchio d’aglio. Poi versate le vongole, il prezzemolo e salate.

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Quando l’acqua bolle, salate e buttate gli spaghetti. Durante il tempo di cottura della pasta, unite alle vongole i pomodorini tagliati a pezzettini piccoli con il succo e i semini, così si formerà una salsetta di pomodoro.

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Scolate gli spaghetti e saltateli in padella. Detto fatto, pronti anche questi.

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Big data e penne integrali vegetariane

Il ritorno in patria ha portato, oltre che a giorni pieni di racconti e tempo passato con la famiglia e gli amici, una bella secchiata di acqua fredda nel tornare alla realtà accademica. Ovverosia, la TESI.
In Svezia ho combinato gran poco, sia perchè – e lo dico – GIUSTAMENTE me la sono goduta, sia perchè con gli esami che avevo da dare là ero già piuttosto impegnata. Quindi ora modalità tesi ON. Obiettivo di concludere anche questa: NOVEMBRE. Chi sopravvivrà, vedrà! (Nota postuma in data 11 gennaio 2015: PRONOSTICO CANNATO IN PIENO!)

Come già accennato da qualche altra parte nel blog (qui nella mia presentazione e qui con il filetto), sono una grande appassionata di web 2.0, social media e compagnia bella. In particolare, negli ultimi tempi, ho preso il largo nell’immenso mare dei Big Data (auguri, un breve riassunto alla Wikipedia per farvi un’idea qui), decidendo di scrivere la mia tesi sulla loro applicabilità nelle scienze sociali. Si tratta di una cosa piuttosto complicata e nuovissima, e ne sono consapevole, ma, per chi mi conosce, si sa che mi piace incasinarmi, quindi non è una sorpresa.
Quindi in questi ultimi giorni sono tornata sui banchi (quando pensavo di aver finito!) e sto partecipando ad una serie di seminari sul tema. Domani sarò nuovamente ad Ingegneria tutta la giornata per il secondo incontro di un workshop sui Big data e l’etnografia.

E cosa c’entra la cucina, vi chiederete. Da buona tradizione presa in Svezia, questa sera mi sono preparata il pranzo per domani, che purtroppo non potrò scaldare nel microonde – com’era invece buona abitudine nelle università svedesi – perchè qua in Italia non ce ne sono. Ma va bene lo stesso, è ottimo anche come piatto freddo.
Stando in tema vegetariano, mi sono preparata delle penne integrali (era ora, queste in Svezia non le trovavo!!) con zucchine melanzane e broccoli al curry. Finalmente, quindi, sono arrivata alla seconda puntata di “Pasta che passione!” che, come avrà notato chi mi legge da un po’, era rimasta bloccata qui. Ma di pasta in Svezia, in effetti, ne ho mangiata gran poca.
Ecco quindi che da brava italiana ora vi lascio questa ricetta un po’ alternativa, perché il curry ci mette quel “che” di puramente non italiano.

Ingredienti (per 2 persone)

200 gr di pennette integrali
1 zucchina
mezza melanzana
qualche ciuffo di broccolo verde
2 dl di passata di pomodoro
sale qb
aglio in polvere a piacere
curry a piacere

Preparazione

Mettete a bollire l’acqua per la pasta.

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In una padella antiaderente mettete un po’ d’olio, versate le zucchine e melanzane tagliate a cubetti e fate rosolare. Aggiungete il sale, l’aglio in polvere e il curry e lasciate cuocere a fuoco vivace per qualche minuto.

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Aggiungete la passata di pomodoro e i broccoli (io li avevo già bolliti in acqua salata, ve lo consiglio per fare prima). Abbassate il fuoco e lasciate cuocere fino a quando le verdure saranno cotte.

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Scolate la pasta e saltatela in padella per un paio di minuti.

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Pasta che passione! – Parte 1

Negli ultimi due mesi qui in Svezia ne ho viste di tutti i colori.
Con la maionese e il ketchup. E altre salse alla francese di cui non potete immaginare la variegata lista di ingredienti.
Con le köttbullar (le famose polpettine svedesi che si mangiano all’Ikea), in proporzioni peggiori del piattone di spaghetti di Lilli e il Vagabondo.
Stracotta. E qui chiariamo: non puoi bollirmi la pasta – gli spaghetti soprattutto! – e in seguito cominciare a preparare il sugo, impiegando mezz’ora a cucinare una cipolla e un po’ di salsa al pomodoro. E poi, accorgendoti del blocco a forma di cupola che nel frattempo si è formato nello scolapasta, tagliuzzare gli spaghetti  con le forbici. NO, NO, NO, non ci siamo (NCS! direbbero i miei amici di casa).

Va bene, son terribile, lo ammetto. Non sono mai stata tanto patriottica, ma vedere certe cose in cucina con la pasta (e che adesso mi è venuta pure in mente la pizza-kebab! Ma è meglio lasciare l’argomento per un altro articolo) mi fa venire un tuffo al cuore.
Fermando subito i mugugni (e questo è un prestito nonché un omaggio a due miei cari amici genovesi 🙂 ), cerchiamo di prenderla almeno un po’ più sul sociologico.
Ok, lo ammetto: è davvero molto interessante vedere come la pasta, piatto tradizionale della cucina italiana, venga importata, integrata, reinventata nonché stravolta all’estero, sfornando una fantasiosa miriade di ibridi. I vari “colori” con cui ho visto dipingere la pasta dai miei numerosi coinquilini qui in Svezia  è il risultato di un chiaro adattamento del piatto nostrano ai gusti tipici del proprio paese – anche se onestamente mi sfugge un attimo il motivo per cui i miei due amici dalla Grecia non ci mettano la feta e le olive, ma maionese, tonno e ketchup.
La cosa interessante, inoltre, è che l’ibrido pastoso che viene a crearsi qui coinvolge anche la cucina svedese. Le köttbullasono forse uno dei pochi esemplari di carne conveniente a misura di studente (anche su questo, ci andrebbe un bel post): le trovi al supermercato precotte in confezioni da chilo. Basta scottarle in padella, aggiungerci un po’ di salsa al pomodoro ed il gioco è fatto!
Ad essere precisi, infine, il fattore “tempo” gioca un ruolo molto importante nella vita del giovane universitario, per cui la pasta rappresenta – dopo tutta la famiglia dei sandwich – il piatto più veloce e rapido da preparare, assieme alla pizza surgelata, ovviamente. Per di più, svariati sono i sughi pronti disponibili al supermercato e qui, davvero, non scherzo: c’è l’imbarazzo della scelta.
Ah, e come dimenticare! Della Knorr si può trovare il preparato in polvere (e ripeto, in POLVERE) per la Carbonara: ho assaggiato una forchettata di penne dal piatto del mio amico svizzero (Nota postuma: che si è ripreso una rivincita qui) e vi assicuro che i “gusti” c’erano vagamente tutti. Ma in sostanza era solo una salsa giallognola.

Finendo in fretta la parte noiosa dell’articolo, a questo punto è forse piuttosto scontato immaginare che quando mi ritrovo a preparare la pasta per pranzo (e lo ammetto, non sono l’esempio italiano tipico di consumatore giornaliero di pasta, sì e no la mangio una volta sola a settimana), chi si trova in cucina nel mentre si appollaia al mio fianco come un gufo e mi scruta con grande attenzione, nonché curiosità.

Detto ciò, è diventata abitudine, una volta al mese, la pasta dinner o il pasta party. Il che vuol dire passare tutto il sabato – ma per me è una gioia! – a cucinare per 15-20 persone, come minimo. E che volere di più! Ho pure un sous-chef (una mia carissima amica canadese, originaria dal Nepal) che mi aiuta con la spesa e mi assiste nella fase di preparazione, avidissima di apprendere come cucinare una vera pasta all’italiana.

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Di pasta potrei davvero continuare a parlare per ore, ma l’articolo si sta facendo davvero molto lungo, per cui credo dedicherò una sezione a parte per le avventure culinarie del piatto tipico del bel paese.

Qui sotto la foto che ho scattato al piattone della mia amica nepali-canadese alla prima pasta dinner che abbiamo fatto a gennaio:

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Come forse si può notare, le quattro portate consistevano in
– Spaghetti alla carbonara
– Tagliatelle con ragù alla bolognese (troppo divertente, sfido tutti i miei amici qui a pronunciare correttamente il suono “gl”, forse si salvano solo gli spagnoli)
– Gnocchi con pesto alla genovese (mi spiace per gli amici genovesi, ma qui le trofie non si trovano!)
– Pennette all’arrabbiata

Ad oggi, vincitori indiscussi sono gli spaghetti alla carbonara (le ragazze dell’Olanda ne sono ghiottissime!) e, che dire, il pesto alla genovese fa faville! Dico solo che c’è chi ha parlato di orgasmo.