Fika e cupcakes

Continuiamo sul tema della partenza imminente, lo so che può essere una noia per voi e una super tristezza per me. Ma ora che ho consegnato il mio ultimo esame della mia carriera accademica e non ho più nulla da fare se non preparare le valigie e pulire la camera – e certo c’è la tesi, ma aspetto di tornare in Italia! – ho un sacco di tempo per “bakery” per la gioia di S. e L. (le mie due super canadesi, che, fra l’altro, verranno a trovarmi in patria fra meno di un mese!). S. mi dice sempre “I’m so glad you live in our floor” e l’allusione è ovviamente al fatto che adoro cucinare, spesso anche per lei.
Quindi l’idea per questo sabato pomeriggio di nulla facenza, mentre S. e L. stanno finendo il loro paper, è di impastare qualcosa, perché anche io devo finire tutte le cose che ho comprato per le mie pasticciate.
Avevo una quantità industriale di mele (dopo tutto l’inverno passato a mangiarle mi hanno proprio stufato e l’ultimo pacco che ho comprato risale a quasi dieci giorni fa) e quindi ho pensato di combinarle con la mia adorata cannella. Avevo pure del cioccolato avanzato dalla sacher torte e L. ha lanciato l’idea della banana (okay, suona un po’ volgare ma non ne ho l’intenzione), ma in effetti cioccolato e banana si sposano benissimo.
Sicché ho deciso di preparare dei cupcakes di due tipi, al cioccolato e banana e alle mele e cannella. Ottimo spuntino per la quotidiana fika.

Ingredienti (impasto di base per 7/8 cupcakes)

80 gr di burro (senza lattosio)
1 dl di zucchero semolato
2 dl di farina
16 gr di lievito
1 tsp di zucchero vanigliato
1 uovo

Per i cupcakes al cioccolato e banane
80 gr di cioccolato fondente
1 banana
parlsocker

Per i cupcakes alle mele e cannella
2 mele piccole
cannella a piacere (io tanta, come al solito)
mandorle a lamelle

Procedimento

Son partita preparando l’impasto di base per preparare entrambi i tipi di cupcakes (quindi gli ingredienti che vedete sopra vanno ripetuti due volte).
In una ciotola setacciate la farina con il lievito e lo zucchero vanigliato.

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In un’altra terrina lavorate il burro con lo zucchero (meglio con uno sbattitore, io ho dovuto usare le mani perché il nostro si è rotto – colpa mia credo!). Aggiungete l’uovo continuando a mescolare.

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Aggiungete le polveri fino ad ottenere un composto morbido senza grumi.

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Una volta ottenuto l’impasto di base procedete con i diversi ingredienti.

Per i cupcakes al cioccolato e banane:
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato e tagliate a dadini la banana e aggiungeteli all’impasto. Farcite con il parlsocker.

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Per i cupcakes alle mele e cannella:
Unite al composto la cannella e le mele tagliate a dadini. Farcite con le mandorle a lamelle.

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Trasferiti i due impasti in dei pirottini per cupcakes (io ho usato quelli delle kanelbullar) e infornate in forno già caldo a 180° per 25-30 minuti.

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Et voilà!

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Pappati in mezz’ora. L. ha ovviamente mangiato solo quelli al cioccolato.

Christmas Dinner

La fine di questa avventura si sta avvicinando un po’ per tutti. I primi amici son partiti a inizio mese e in questi ultimi giorni (e nei prossimi sarà sempre peggio) si sono susseguite una serie di serate di farewell e goodbye varie, che di certo non sono particolarmente allegre, quanto piuttosto spesso accompagnate da lacrime, lettere e foto che ricordano i momenti vissuti insieme.

Con la mia famigliola abbiamo deciso invece di organizzare una bella cena in stile natalizio il giorno prima della partenza delle nostre austriache. K. ha avuto la brillante idea, lamentando il fatto che era da un pezzo che non ci “dress up” –  ora non mi viene niente di meglio che “tirarsi” o “vestirsi bene”, proprio come a Natale.
Sicchè tutti ci siamo vestiti per bene, compreso J. (greco), che persino quando andavamo al club si metteva la felpa e le scarpe da ginnastica.
Devo dire che è venuta fuori proprio bene. E la cosa simpatica è stata che K. ha preparato le lasagne alla bolognese ed io, assieme a L. (l’altra amica austrica), ho finalmente imparato a preparare la sacher torte! Che bomba! Un sacco di lavoro ma almeno ne è valsa la pena!

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Grazie L. per avermi guidato nella preparazione (e ad avermi pure insegnato, come si deve, a preparare lo strudel! Che proverò)
Grazie alla nonna di L. per la marmellata di albicocche fatta in casa e importata direttamente da Vienna
E grazie alla nonna di K. per la ricetta, di cui ho solo la versione tedesca ma che provvederò a tradurre!

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Sacher torte

Ingredienti

Per la torta

180 gr di cioccolato fondente
180 gr di farina 00
180 gr di burro (senza lattosio)
80 gr di zucchero a velo
1 cucchiaino di zucchero vanigliato
8 uova
150 gr di zucchero semolato
1 bustina di lievito per dolci

Per la glassa e la farcitura

250 gr ca di marmellata di albicocche
300 gr di zucchero semolato
5 dl di acqua
250 gr di cioccolato fondente

Procedimento

Cominciate sciogliendo a bagnomaria il cioccolato.

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Nel frattempo in una terrina capiente lavorate con lo sbattitore elettrico il burro ammorbidito con lo zucchero a velo e lo zucchero vanigliato. Aggiungete un po’ alla volta il cioccolato fuso, i tuorli uno alla volta, la farina setacciata con il lievito e continuate a lavorare con le fruste fino ad ottenere un impasto morbido e corposo.

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Montate a neve ben ferma gli albumi e aggiungete lo zucchero semolato a metà procedimento. Incorporate gli albumi al composto con i classici movimenti dall’alto verso il basso.

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Imburrate una tortiera e foderatela con la carta da forno e versate il composto.

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Informate in forno caldo a 170° per 45/55 minuti. Fate la solita prova con lo stuzzicadenti, che in Svezia per me è sempre il coltello perché in cucina di stuzzicadenti non ne abbiamo. Sfornate e lasciate raffreddare per bene sulla gratella del forno.
Quando la torta sarà ben fredda è giunto il momento di farcirla. Tagliatela a metà e spalmate la marmellata, avendo cura di tenerne da parte un po’ per la parte superiore della torta.

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Per la glassa, in un pentolino sciogliete a bagnomaria il cioccolato e in un altro scaldate a fuoco vivace lo zucchero semolato con l’acqua continuando a mescolare, fino ad ottenere una consistenza “sidrosa” mi verrebbe da dire, traducendo letteralmente le spiegazioni di Dorus che ha assistito alla fase finale di preparazione della torta. In sostanza dovete ottenere un composto denso e colloso. Una volta pronto versate il cioccolato fuso e continuate a mescolare fino ad ottenere una salsa corposa.

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Ed ora viene il bello: versate abbondantemente la salsa sulla torta, cospargendola anche sui lati.

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Ponete la torta in frigo per un paio d’ore prima di servirla.

La nostra cena di Natale è stata una super bomba. Due lasagne alla bolognese, tre mousaka (una sorta di lasagna greca, ho la ricetta grazie a A. e la proverò sicuramente quando torno a casa!), pancakes, guacamole (viva l’avocado!) e insalata mista (per fortuna!). Anche con i dessert non abbiamo scherzato: sacher torte, due torte alla frutta e dei mini strudel di mele.
E nonostante la super mangiata, c’è chi ha comunque pianto la partenza.

Eurovision Copenhagen 2014

Partecipare alla finale dell’Eurovision Song Contest a Copenhagen è stata davvero un’esperienza unica ed emozionante.
Beninteso, non dal vivo, ma vivere l’esperienza della proiezione su maxi schermo in Strøget a Copenhagen ha un suo perchè, soprattutto quando ti ritrovi circondato da persone provenienti da tutta Europa (e non solo), in un tripudio di colori e bandiere. E’ stato un bello spettacolo, un’ora e mezza di musica senza interruzioni, senza pubblicità nel mezzo. Finalmente!
Ci siamo pure presi tanta di quella pioggia durante l’assegnazione dei punteggi, ma siamo rimasti incollati dov’eravamo, troppo curiosi di sapere come sarebbe andata a finire.

Le mie amiche austriache erano super esaltate per la vittoria di Conchita e devo dire che la sua canzone non è affatto male. Anche se debbo ammettere che la mia preferita in assoluto è Undo di Sanna Nielsen (Svezia, fatalità), che mi ha fatto sentire più svedese che italiana (Emma, mi spiace, ma non mi va proprio giù!). Non male neanche le canzoni dell’Armenia e della Norvegia. E non capisco come l’Olanda possa essere arrivata seconda. Questione di gusti.

Certo vi chiederete che c’entra l’Eurovision con la cucina. Nulla a dire il vero, ma mi sembrava giusto narrare dell’esperienza. La cucina c’entra però nella fase pre-Eurovision, perchè, giustamente, essendomi svegliata in modalità “pomeriggio e serata a Copenhagen”, la predisposizione allo studio non era delle migliori. Quindi, per chi magari ha già letto un po’ di cosette qui nel blog, si sa che finisco con il preparare un dolce per la gioia delle mie coinquiline. Soprattutto se c’è il cioccolato. Lo so, son un po’ monotona ultimamente perché sforno solo torte con il cacao, ma devo finire la confezione che ho comprato per la torta Guinness. In questo caso avevo pure da finire il marzapane e la pasta di mandorle, quindi perchè non mischiare il tutto?

TORTA AL CIOCCOLATO, MARZAPANE E PASTA DI MANDORLE

Ingredienti

100 gr di burro (senza lattosio) a temperatura ambiente
2 dl di zucchero
2 uova
5 cucchiai di cacao amaro
3 dl di farina
una bustina di lievito
100 gr di cioccolato fondente
100 gr di marzapane
100 fr di pasta di mandorle

Preparazione

Accendete il forno a 170°.
Cominciate tagliando a cubetti il marzapane e la pasta di mandorle e aggiungete il cioccolato tagliato grossolanamente.

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In una terrina lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero e aggiungete le uova una alla volta fino a rendere il composto cremoso.

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In un’altra ciotola unite la farina, il lievito e il cacao ed incorporateli all’impasto, mescolando bene.

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Infine aggiungete tre quarti del composto di marzapane, pasta di mandorle e cioccolato e versate in uno stampo di silicone, decorando con i cubetti rimasti.

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Infornate per 50 minuti.
Una bomba. Pronti per l’Eurovision.

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Tempo di barbecue

E’ arrivata a tutti gli effetti la primavera, direi. Avere così tanti giorni consecutivi di sole e quasi 17 gradi, è davvero fantastico. Tutto è così colorato e luminoso, il sole non se ne va prima delle otto e mezza di sera e per un’altra ora ancora il cielo è chiaro. Mi faccio un sacco di giri in bici in questi giorni fino a tardi, dopo lo studio. Adoro la mia bici, mai avrei pensato di usarla in qualsiasi occasione per andare ovunque; soprattutto mi è ora impensabile stare senza!  E pensare che in Italia per ogni minimo spostamento prendo la macchina. Non so come farò quando tornerò a casa senza la mia Young Lady.

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Tutti mi hanno sempre detto che la Svezia è stupenda in primavera e, che dire, avevano proprio ragione. In questi giorni dovrei lavorare su un paper in scadenza, ma con questo tempo la predisposizione non va certo a favore dello studio. Quindi quale momento migliore per il primo barbecue all’aperto con gli amici?

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Naturalmente non ho resistito alla tentazione di preparare un dolce per l’occasione. In più avevo un sacco di marzapane in frigo da finire, per cui mi sono dilettata in una torta al cioccolato e marzapane, appunto. Davvero semplice, da super golosi. E pure Dorus, il mio collega olandese, ha preparato un pane all’aglio che era la fine del mondo.

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E la battuta di D. (l’amico svizzero della carbonara in polvere) è stata: “ma voi due non potete mai fare a meno di cucinare qualcosa?”
Qui voglio fare una precisazione.
D. ha studiato scuola di cucina per molti anni ed è a tutti gli effetti uno chef. La storia della carbonara, quella volta, un po’ gli è dispiaciuta. Ovvio il perché. Ma in effetti pure il mio motivo nel riportarla non era tanto per canzonare lui, quanto per riportare la quantità di stramberie e derivati della cucina dei  preparati. Sul serio, D. è veramente uno chef eccezionale. L’ultima volta che ho assaggiato il suo salmone con crema hollandaise e asparagi era davvero ottimo.

Quindi ora è il momento della sua revenge. Quando stavo preparando la glassa a specchio per la torta, D. era nel nostro piano e gli ho chiesto di decorare il dolce con il pärlsocker .
E per farmi perdonare, dato che D. è pure un bravissimo fotografo, se vi va fategli una visitina qui.

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D. alle prese con la decorazione della torta.

Ingredienti

Per la torta

3 dl di latte
200 gr di marzapane
2 dl di cacao in polvere
3 dl di farina
2 uova
1 dl di zucchero di canna
una bustina di lievito per dolci

Per la glassa a specchio e decorazioni

3 dl di zucchero a velo
2 dl di cacao in polvere
pärlsocker a piacere

 

Preparazione

In un pentolino ponete il latte e il marzapane tagliato a dadini e accendete il fuoco a fiamma moderata, mescolando fintantoché il marzapane non si sarà sciolto.

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Aggiungete il cacao in polvere e mescolate bene il tutto.

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In una terrina unite la farina, il lievito e la miscela di cioccolato. Aggiungete i tuorli e mescolate.

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Montate a neve gli albumi, aggiungendo un po’ alla volta lo zucchero di canna. Unite gli albumi facendo attenzione a non smontarli, con il classico movimento dall’alto verso il basso.

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Ponete il composto in uno stampo imburrato e informata a 170° per 45 minuti.
Fate raffreddare la torta e intanto occupatevi della glassa a specchio.
In una ciotola unite lo zucchero a velo con il cacao in polvere. Bollite dell’acqua e unite 2-3 cucchiai alla volta, mescolando, fintantoché non otteniate la consistenza preferita.

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Ponete la torta in una griglia sopra ad una ciotola e versate a cascata la glassa, coprendo bene la superficie.

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A questo punto D. si è occupato delle decorazioni con il pärlsocker.
Ponete in frigo la torta così la glassa si solidifica con lo zucchero. Tirate fuori dal frigo mezz’ora prima di servire.

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Spazzolata via tutta dopo l’abbuffata. La torta al cioccolato ci sta sempre.

Il sandwich dei campioni

Quando sono sotto esami o in prossimità di una scadenza per un paper o un assignment, mi sale l’appetito ma, non avendo tempo materiale di cucinare, finisco con il mangiar cose al volo e di fretta, spesso schifezze e affini che non richiedono troppe energie per la preparazione. In compenso, e questo non va bene!, mi impigrisco come un bradipo e il tempo sembra non essere mai abbastanza per andare a correre. C’è inoltre un’altra consuetudine, ossia quella di dare libero sfogo allo stress da esami con una bella giornata ai fornelli.

Risultato: un chilo sicuro in più.
Generalizzazione: studiare fa ingrassare.

Ma talvolta ne vale proprio la pena, soprattutto se prendi la consapevolezza che ammazzarsi di ore di studio non fa poi così bene e decidi di prenderti qualche lunga pausa durante la giornata, soprattutto se fuori il tempo è bello. Finalmente, infatti, qui in Svezia si cominciano a vedere i primi segni di “primavera”.

Come promessa per darmi la carica nello studio, S., la mia più cara tra le coinquiline (Canada-Nepal), mi ha preparato per pranzo oggi un sandwich che era la fine del mondo. Una bomba di gusto (e calorie!). Lo abbiamo chiamato Shristee‘s sandwich dal nome della sorella di S., che ha abitudine di preparare questo mega panino da bisogno “tiramisù”.
Pochi semplici ingredienti: pane, avocado, chaddar cheese, prosciutto e un uovo. Sì esatto, avocado, quella specie di frutto che, chi mi conosce, sa non essermi mai piaciuto. Da quando sono qui in Svezia, però, i miei gusti sono cambiati. E devo dire grazie alla salsa guacamole che ho mangiato con le tortillas, nello spuntino (e nel post club!) pre-partita di hockey in Arena. Uno SPETTACOLO. Non solo la salsa, intendo, ma anche e soprattutto la partita. Davvero emozionante.

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Shristee‘s sandwich

Ingredienti 

Due fette di pane ai cereali (o quello che vi piace di più. Consiglio, comunque, pane “brownish” o nero, ne vale la pena!)
Avocado
1 fetta di chaddar cheese (una versione molto arancione della Sottiletta)
Un paio di fette di prosciutto (noi ne abbiamo comprato uno svedese, lo rökt skinka)
1 uovo
Una noce di burro
Sale e pepe qb

Preparazione

Togliate la buccia all’avocado, tagliatelo a dadini e con l’aiuto di una forchetta riducetelo in crema. Aggiustate di sale e di pepe.

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In una padella antiaderente sciogliete una noce di burro e mettete il pane a tostare. In una fetta ponete il chaddar chesese e la crema di avocado. Quando il formaggio comincia a sciogliersi aggiungete il prosciutto.

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Nel frattempo occupatevi dell’uovo. Va cucinato in un’altra padella nel modo che vedete qui sotto (ora non mi viene il nome di questo tipo di cottura). Quando l’album comincia a prendere forma, capovolgete la frittatina, facendo attenzione che il tuorlo non si disperda. L’importante è raggiungere l’esatta cottura in modo che il giallo dell’uovo non sia del tutto cucinato. Il motivo: quando darete un morso al tuorlo, dovrete sbrodolarvi.

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Ponete l’uovo cotto al punto giusto sul panino, chiudete il sandwich con l’altra fetta di pane e tostate sulla padella per qualche altro secondo.

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Che dire, una bomba. Stomaco pieno assicurato.
Nota: munitevi di tovaglioli. Sbrodolamento assicurato.

Dopo questa scorpacciata, la fase digestiva richiede del tempo e certo non concilia l’attenzione per lo studio. Per cui, S. e io abbiamo deciso di andare a farci un bel giro al mercato internazionale in Gustav Adolf Torg (che non si legge “torg”, come ho fatto fino ad oggi, ma una sorta di “torje”). Che dire, cibo e ancora cibo da tutte le parti del mondo.
Non ho potuto non spendere 10 buoni minuti alla banco degli italiani – dei simpatici ragazzi dalla Sicilia – e comprarmi una fetta di formaggio “Asiago” per sentirmi a casa. S., che è veramente una grande amante del buon cibo ed è la chou-chef di ogni cena di piano – soprattutto delle mie 😉 – è letteralmente impazzita alla sua prima volta di cannoli siciliani. Davvero eccezionali.

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Non ancora contente abbiamo pure preso dei quadrotti di cioccolata (nella foto potete vedere la bancarella – stracolma!) dagli inglesi ma, cari miei, mi spiace, preferisco la cioccolata svizzera.

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Siamo tornate a casa che ormai erano le cinque.

Risultato: Studio poco, mangiato tanto.
Generalizzazione: anche non studiare fa ingrassare.

Grattis på födelsedagen!

Grattis på födelsedagen!

Ebbene sì. Quest’anno ho festeggiato il compleanno in Svezia.
E’ stata una giornata davvero speciale e dedico questo post a tutti coloro che l’hanno resa tale. Soprattutto – e non mi vogliano male gli esclusi – alla mia “famiglia svedese” con cui sto vivendo questa esperienza straordinaria. Un grande grazie va a tutti loro, che sono un po’ mamma e papà, fratello e sorella. E  a cui voglio un gran bene. Un affetto speciale e unico, che si può provare e capire solo quando si vive un’avventura del genere. Davvero non pensavo a quanto potesse divenire forte un legame cominciando da zero, in tutti i sensi. Nuova città, nuovo stato. Nuova cultura, nuova lingua. Nuova esperienza. Nuova vita.
Nuovi amici, nuove fantastiche persone provenienti da tutto il mondo che ogni giorno fanno del mondo la tua quotidianità. E che, devo ammetterlo, spesso ti capiscono e comprendono al volo come se ti conoscessero da una vita.
Davvero, GRAZIE e non mi stanco di ripeterlo ancora una volta al costo di risultare super-glicemica. In questo articolo voglio concedermelo. E poi siamo stiamo parlando di cucina, quindi abbondare di zuccheri e grassi può starci per una volta, anche per coloro che sono più attenti alla linea.

Per stare in tema, quella matta di una famiglia che mi ritrovo mi ha pure regalato un grembiule da cucina con tanto di fantasie VERDI (nella foto non si vedono perché sono dall’altro lato) e dediche personalizzate, che penso siano una prova abbastanza evidente di quanto io sia cucinare-dipendente. Ma per fortuna questa mia dipendenza, oltre ad essere largamente riconosciuta e oggetto di simpatiche burle, è piuttosto apprezzata!

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E pure culinariamente parlando, il mio compleanno è stata occasione di sperimentare nuovi piatti. Una bella cena di piano in cui per la prima volta ho banchettato con prelibatezze caraibiche:  Trini curry Dinner. Un grazie – okay, ancora – va a T. che ha cucinato per noi Potatoes and chickpeas curry, Chicken and Trinidad Paratha Roti: patate e ceci al curry, pollo e  Trinidad Paratha Roti, che sarebbe un sorta di pane molto usato anche in India e Nepal (per la gioia di S., che è stata in uno stato di felicità acuta per tutto il pasto).

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 In più Dorus, che già conoscete, ha preparato una super cheesecake all’amaretto e cacao da overdose di zuccheri.

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La sottoscritta, con una faccia da bambina euforica, regge la prelibata torta in questione. Prossimo esperimento in cantiere.

E per stare in tema di dolci, non son voluta rimanere con le mani in mano e quindi sono ricorsa ad una delle mie torte preferite nonché, e non per vanto, il mio cavallo di battaglia per la pasticceria invernale (l’estiva – stando ai critici – è la cheesecake): la torta pere e cioccolato. Facilissima, ma d’effetto. Anche questa volta, debbo dire, non mi ha deluso 😉

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Torta pere e cioccolato

Ingredienti

150 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro (senza lattosio)
3 uova
1 dl e mezzo di zucchero (120 gr)
2 dl di farina (150 gr)
16 gr di lievito in polvere per dolci
2 pere
zucchero a velo

Preparazione

Accendete il forno statico a 180°. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria assieme al burro.

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In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero e a parte setacciate la farina con il lievito.

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Unite le polveri al composto di zucchero e uova un po’ alla volta, continuando a mescolare. Aggiungete infine il cioccolato fuso.

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Tagliate le pere a dadini e unitele al composto.

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Foderate uno stampo per torte con la carta da forno, versate il composto e infornate per 45 minuti.

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Spolverate con zucchero a velo a piacere. Solitamente, nella versione che preparo a casa (vedi foto sotto), guarnisco la torta con dei ciuffetti di crema chantilly e accompagno con un quadrattone di cioccolato fondente.

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