Pizza pizza pizza

Nonostante in Svezia ne abbia sfornate un mucchio e pure diffuso il verbo della preparazione, mi sembra giusto pubblicare oggi dall’Italia la ricetta della pasta della pizza, un giusto tributo al bel paese.
Devo dire la verità, prima che andassi in Scandinavia non avevo proprio tradizione di preparare la pizza in casa. Tutto è cominciato proprio là, quando gli amici mi chiedevano di poter mangiare pizza pizza pizza. Del resto, per le varie cene internazionali, dove ognuno portava un piatto tipico del proprio paese, la pizza era l’idea più semplice ma anche efficace.
Quindi ieri mi son detta, perché non impastare qualche pizza per il sabato sera in famiglia? Detto fatto. Ma questa volta ho usato la farina al kamut, che sinceramente preferisco molto di più di quella tradizionale. Mi è costata un’occhio alla testa a dire il vero, ma poi ne è valsa la pena.
Vi lascio dunque la ricetta della pasta per la pizza al kamut. Non ho cambiato assolutamente nulla da quella che facevo con la farina normale, quindi potete tranquillamente scegliere quella che preferite.

Pasta per la pizza

Ingredienti (per 2 pizze)

500 gr di farina di kamut (più qualcosina per rimpastare e stendere)
25 gr di lievito di birra fresco
2 bicchieri di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiai di olio di oliva
2 cucchiaini di sale

Preparazione
In una ciotola (o spianatoia se siete bravi) ponete la farina formando la tipica forma a vulcano con il buco al centro.

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Aggiungete all’impasto prima il bicchiere d’acqua dove sciolto il lievito e il cucchiaino di zucchero, poi il secondo bicchiere dove avrete messo l’olio e il sale.

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Impastate per bene il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo, morbido ed elastico.

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Lasciate riposare per almeno un’ora e mezza. Poi dividete l’impasto in due parti, stendetelo con l’aiuto di un matterello sulla spianatoia sporcata di farina.

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Farcite la vostra pizza con quello che preferite!

Per la cottura
Forno: 250°
Tempo: 15-20 minuti, ma tenere sott’occhio.

***

Io ho preparato tre pizze, usando un po’ più di farina di quella indicata, che era pure di farro. La miscela è venuta buona, quindi se siete a corto di kamut o farro, potete incorporarle senza problemi.
Farciture classiche: wüsterl e prosciutto crudo; pomodorini e basilico; zucchine e gamberetti.

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Big data e penne integrali vegetariane

Il ritorno in patria ha portato, oltre che a giorni pieni di racconti e tempo passato con la famiglia e gli amici, una bella secchiata di acqua fredda nel tornare alla realtà accademica. Ovverosia, la TESI.
In Svezia ho combinato gran poco, sia perchè – e lo dico – GIUSTAMENTE me la sono goduta, sia perchè con gli esami che avevo da dare là ero già piuttosto impegnata. Quindi ora modalità tesi ON. Obiettivo di concludere anche questa: NOVEMBRE. Chi sopravvivrà, vedrà! (Nota postuma in data 11 gennaio 2015: PRONOSTICO CANNATO IN PIENO!)

Come già accennato da qualche altra parte nel blog (qui nella mia presentazione e qui con il filetto), sono una grande appassionata di web 2.0, social media e compagnia bella. In particolare, negli ultimi tempi, ho preso il largo nell’immenso mare dei Big Data (auguri, un breve riassunto alla Wikipedia per farvi un’idea qui), decidendo di scrivere la mia tesi sulla loro applicabilità nelle scienze sociali. Si tratta di una cosa piuttosto complicata e nuovissima, e ne sono consapevole, ma, per chi mi conosce, si sa che mi piace incasinarmi, quindi non è una sorpresa.
Quindi in questi ultimi giorni sono tornata sui banchi (quando pensavo di aver finito!) e sto partecipando ad una serie di seminari sul tema. Domani sarò nuovamente ad Ingegneria tutta la giornata per il secondo incontro di un workshop sui Big data e l’etnografia.

E cosa c’entra la cucina, vi chiederete. Da buona tradizione presa in Svezia, questa sera mi sono preparata il pranzo per domani, che purtroppo non potrò scaldare nel microonde – com’era invece buona abitudine nelle università svedesi – perchè qua in Italia non ce ne sono. Ma va bene lo stesso, è ottimo anche come piatto freddo.
Stando in tema vegetariano, mi sono preparata delle penne integrali (era ora, queste in Svezia non le trovavo!!) con zucchine melanzane e broccoli al curry. Finalmente, quindi, sono arrivata alla seconda puntata di “Pasta che passione!” che, come avrà notato chi mi legge da un po’, era rimasta bloccata qui. Ma di pasta in Svezia, in effetti, ne ho mangiata gran poca.
Ecco quindi che da brava italiana ora vi lascio questa ricetta un po’ alternativa, perché il curry ci mette quel “che” di puramente non italiano.

Ingredienti (per 2 persone)

200 gr di pennette integrali
1 zucchina
mezza melanzana
qualche ciuffo di broccolo verde
2 dl di passata di pomodoro
sale qb
aglio in polvere a piacere
curry a piacere

Preparazione

Mettete a bollire l’acqua per la pasta.

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In una padella antiaderente mettete un po’ d’olio, versate le zucchine e melanzane tagliate a cubetti e fate rosolare. Aggiungete il sale, l’aglio in polvere e il curry e lasciate cuocere a fuoco vivace per qualche minuto.

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Aggiungete la passata di pomodoro e i broccoli (io li avevo già bolliti in acqua salata, ve lo consiglio per fare prima). Abbassate il fuoco e lasciate cuocere fino a quando le verdure saranno cotte.

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Scolate la pasta e saltatela in padella per un paio di minuti.

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Aroma di Cannella – Il Ritorno

Come promesso, “Aroma di Cannella” continua anche dopo il ritorno in patria della sottoscritta.
Che dire, è stato un rientro alla grande con super accoglienza dalla famiglia (con tanto di torta) e inaspettata festa a sorpresa dagli amici. Nonostante i tanti mesi passati all’estero, casa rimane sempre casa.

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Grazie a F. per la torta! Stupenda e buonissima!

Tuttavia tornare è strano e la Svezia già mi manca – e non solo perchè già mi sono passata 6 ore di attesa per la lentezza del sistema sanitario italiano e ho penato (e sudato, colpa dei 33°) i ritardi e i treni cancellati di Trenitalia.
Lo shock culturale, si sa, vale anche all’inverso, ma parto carica ad affrontare l’estate che mi aspetta. Priorità tesi, dato che prevedo di chiudere il percorso a novembre (sbagliato in pieno, commento postumo). Ma intanto per un altro mese sarò in “modalità esaltazione” da mille cose da fare. In più, come vi avevo accennato qui, il 23 arriveranno le mie canadesi S. e L. e si fermeranno in Italia per una settimana. E poi tutte insieme ce ne andremo in Spagna da R. (quella della pizza e le forbici) e L. E la sì che prevedo il finimondo, con tanto di arrivederci con le fanciulle d’oltreoceano.

Tornando alla mia fase di “riorientamento” italiano, in questi giorni ho avuto veramente un sacco da fare, tra incontrare parenti e amici vari. E’ stato (e sarà anche nei prossimi) un tour de force, in cui raccontare i propri ultimi 5 mesi di vita rievoca tanti bei ricordi, che a volte, lo ammetto, suscitano un po’ di nostalgia.
E per il pranzo domenicale di oggi, che da tradizione consumiamo in famiglia con la nonna, ho voluto fare un mio omaggio alla Svezia. Per festeggiare il mio ritorno non potevo non pensare alla mia amata cannella. Torta, ovviamente. La ricetta di oggi, quindi, è un dolce soffice alle mele e cannella.
Il tutto è stato preceduto da un super piatto di lasagne ai funghi (la specialità del mio papà), che ammetto, mi son mancate un sacco in Svezia. Come secondo ho portato a casa un paio di tradizionali piatti che avevo fatto miei nella landa scandinava: gli spiedini con champignon, pomodorini e formaggio (ricordo dei molti barbecue organizzati con gli amici) e un’insalata con l’avocado, una delle scoperte culinarie più sperimentate nella terra giallo azzurra.

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Un omaggio quindi alla cannella, alle lasagne ai funghi, all’avocado, alla famiglia e agli amici. All’Italia. E alla mia amata Svezia.

Dolce soffice di mele e cannella

Ingredienti – ho usato i dosatori ora che ho preso l’abitudine, ma ora vi metto pure i grammi!

Per la torta

100 gr di burro (ahimè, con lattosio. Urge a breve un articolo sul disagio provato al banco frigo l’altro ieri facendo la spesa)
4 dl (200 gr) di farina
2 dl (200 gr) gr di zucchero
2 uova
4 mele
1 bustina di lievito in polvere
cannella a piacere

Per la guarnizione

1 cucchiaio di zucchero
cannella a piacere
2 mele

Preparazione

Lavorate il burro con lo zucchero nella planetaria (finalmente son tornata da te ❤ ).

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Quando avrete ottenuto un composto cremoso, aggiungete i tuorli uno alla volta fino a completo assorbimento. Aggiungete poi un pizzico di sale e la cannella (io ho abbondato, come mio solito) e lasciate lavorare le fruste per un paio di minuti.

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Nel frattempo setacciate la farina con il lievito, che andrete poi ad aggiungere al composto di uova, burro e cannella, a planetaria spenta (se il composto è troppo farinoso, aggiungete qualche cucchiaio di latte). Montate a neve gli albumi ed incorporateli all’impasto e poi aggiungete le due mele tagliate a dadini.

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Passate alla guarnizione. Tagliate le altre due mele a spicchi e componete una serie di cerchi concentrici con le fettine. Cospargete con zucchero e (abbondante) cannella.

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Versate il tutto in una tortiera foderata con carta da forno e cuocete in forno caldo 180° per 50 minuti. Fate la prova dello stecchino. Lasciate intiepidire. Mangiarla non del tutto fredda ne vale la pena.

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Focaccine, gnocchi e kanelbullar

Dopo un weekend di festeggiamenti in occasione del födelsedag della sottoscritta (e aggiungiamo un tempo nebbioso e piovoso), ho speso tutta la domenica – ancora – a cucinare, in barba alla pila di letture previste per le lezioni della prossima settimana.
Era da tempo che volevo provare a fare gli gnocchi di patate, quelli belli paffuti da mangiare con la conserva di pomodoro fatta in casa ed, ovviamente, la cannella. Ogni volta che penso a questa prelibatezza mi viene in mente la nonna Romilda e alle giornate spese ad aiutarla ad impastare gli gnocchi. Compito mio era di preparare i “serpenti” e le “baléte”, che poi la nonna passava sulla grattuggia per dare la tipica forma righettata (e quante volte ci ho provato io, ma finivo sempre con lo spappolare lo gnocco sull’acciaio – e che fatica tirarlo via).
Così mi son detta, perché non investire il mio tempo a preparare gli gnocchi?
Qui in Svezia non sono mai senza patate, si sa, è tipico mangiarle in tutti i modi. Non che ne consumi a tonnellate, mai stata grande divoratrice, ma almeno posso dire di averne sempre in dispensa. A volte anche per così troppo tempo da dover trovare un pratico modo per finirle prima che diventino scialbe. Per cui via con gli gnocchi e, dato che avevo pure del lievito di birra in frigo, perché non preparare delle focaccine di patate in modo da non dovermi comprare il pane questa settimana?
Fatta.
In più, nel mezzo del tutto, ho assistito le mie coinquiline in una prova da Masterchef a team misti Spagna-Canada. Da giorni mi chiedevano di insegnar loro a preparare le kanelbullar, dopo il successo (non è per vanteria, ma è stato così!) dell’ultima volta che le ho preparate (la narrazione e la ricetta dell’esperienza unica, direi!, le potete trovare qui). Quindi ci è pure stata un sostanziosa fika con una valanga di kanelbullar (ne abbiamo sfornate una sessantina circa).

Direi che posso ritenermi soddisfatta per un po’ in fatto di bakering – chiedo venia, ma la parola in italiano ora proprio non mi viene. Quindi due ricette oggi, giusto per recuperare la mancanza di post della scorsa settimana (causa esami).

Punto di partenza comune: le patate. Bollitele in acqua salata con la buccia per 30 minuti come minimo. Fate la prova con la forchetta: devono essere morbide e ben cotte.

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Ricetta per le focaccine di patate (15 pezzi) – liberamente ispirata e tratta da GialloZafferano

Ingredienti

1 patata
5 dl di farina (300 gr)
200 ml di acqua tiepida
20 ml di olio di oliva
15 gr di lievito fresco in cubetto
mezzo cucchiaino di sale
sale grosso qb

Procedimento

Dopo aver bollito e spellato la patata ancora calda, schiacciatela riducendola in poltiglia e unitela alla farina in una terrina.

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Sciogliete il lievito in 100 ml di acqua tiepida e unite al composto assieme all’olio e mescolate. Sciogliete il sale negli altri 100 ml di acqua, aggiungete alla miscela e impastate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.

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Lasciate riposare l’impasto per due ore in una ciotola coperta da un panno. Una volta trascorso il tempo della lievitatura, stendete l’impasto alto 1 cm in una spianatoia infarinata e ricavate dei cerchi. Disponete le focaccine in una leccarda ricoperta da carta forno, spennellate con dell’olio di oliva e aggiungete a piacere dei chicchi di sale grosso. Lasciate
riposare altri 30 minuti prima di infornare per 20 minuti (180° forno statico).

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Ricetta per gli gnocchi di patate (6 porzioni)

Ingredienti

6-7 patate
6 dl di farina (360 gr)
1 uovo
sale qb

Procedimento

Dopo aver bollito e spellato le patate ancora calde, schiacciatele in una terrina. Qui, ovviamente, verrebbe utile uno schiacciapatate, ma, dato che la cucina di piano non ne dispone, son andata giustamente di forchetta.

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Aggiungete la farina, il sale a piacere e impastate con le mani. Successivamente aggiungete l’uovo e continuate ad impastare.

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Trasferite l’impasto in una spianatoia infarinata e lavoratelo ancora con le mani fino a formare un panetto.

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Dividete l’impasto in parti più piccole e formate dei serpentelli, da cui poi taglierete gli gnocchi (le baléte). Passateli leggermente sulla grattuggiia al rovescio per dare la forma righettata (e questa volta ci sono riuscita al primo colpo, soddisfazioni).

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Io ho conservato gli gnocchi in frigo fino ad ora di cena, ma dato che me ne sono venuti fuori un sacco, ho provato a metterli in freezer. Vi saprò dire la prima volta che li scongelo se è stata una buona idea.

L’ideale, e per tradizione, è bollire gli gnocchi in acqua salata fino a quando salgono in superficie. Condire con salsa di pomodoro (purtroppo non ho tempo – ahimè troppe cose da fare! – di farmi anche la conserva) e cannella a piacere (io ho abbondato, come mio solito).

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Ora qui è venuto il bello, perché ho voluto far assaggiare a N. gli gnocchi, per cui si è optato per un pasto italo-svedese: gnocchi di patate e carne marinata (e qui c’è tutta la Svezia nel marinare) al miele e olivsalt (sale grosso aromatizzato alle olive).

Un appunto sulla carne: filetto di vitello. Tagliare a fette e porre in una ciotola. Per la marinatura: aggiungere miele, olio di semi, olivsalt e pepe. Lasciare marinare per 15 minuti. Cottura: scottare in padella. Opzionale: condire con salsa barbecue americana (l’ho provata, sa da patatine al bacon. Ma giuro che mi son rifiutata di guardare gli ingredienti).

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Il commento sugli gnocchi è stato del tipo “di gusto sono buoni, ma non mi piace la consistenza, mai provato prima d’ora a mangiare cose così mollicce”. Che volete, in Svezia non mangiano mica tutti i giorni “gh-nocchi“. E in più quel “gn” è proprio difficile da pronunciare.

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Grattis på födelsedagen!

Grattis på födelsedagen!

Ebbene sì. Quest’anno ho festeggiato il compleanno in Svezia.
E’ stata una giornata davvero speciale e dedico questo post a tutti coloro che l’hanno resa tale. Soprattutto – e non mi vogliano male gli esclusi – alla mia “famiglia svedese” con cui sto vivendo questa esperienza straordinaria. Un grande grazie va a tutti loro, che sono un po’ mamma e papà, fratello e sorella. E  a cui voglio un gran bene. Un affetto speciale e unico, che si può provare e capire solo quando si vive un’avventura del genere. Davvero non pensavo a quanto potesse divenire forte un legame cominciando da zero, in tutti i sensi. Nuova città, nuovo stato. Nuova cultura, nuova lingua. Nuova esperienza. Nuova vita.
Nuovi amici, nuove fantastiche persone provenienti da tutto il mondo che ogni giorno fanno del mondo la tua quotidianità. E che, devo ammetterlo, spesso ti capiscono e comprendono al volo come se ti conoscessero da una vita.
Davvero, GRAZIE e non mi stanco di ripeterlo ancora una volta al costo di risultare super-glicemica. In questo articolo voglio concedermelo. E poi siamo stiamo parlando di cucina, quindi abbondare di zuccheri e grassi può starci per una volta, anche per coloro che sono più attenti alla linea.

Per stare in tema, quella matta di una famiglia che mi ritrovo mi ha pure regalato un grembiule da cucina con tanto di fantasie VERDI (nella foto non si vedono perché sono dall’altro lato) e dediche personalizzate, che penso siano una prova abbastanza evidente di quanto io sia cucinare-dipendente. Ma per fortuna questa mia dipendenza, oltre ad essere largamente riconosciuta e oggetto di simpatiche burle, è piuttosto apprezzata!

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E pure culinariamente parlando, il mio compleanno è stata occasione di sperimentare nuovi piatti. Una bella cena di piano in cui per la prima volta ho banchettato con prelibatezze caraibiche:  Trini curry Dinner. Un grazie – okay, ancora – va a T. che ha cucinato per noi Potatoes and chickpeas curry, Chicken and Trinidad Paratha Roti: patate e ceci al curry, pollo e  Trinidad Paratha Roti, che sarebbe un sorta di pane molto usato anche in India e Nepal (per la gioia di S., che è stata in uno stato di felicità acuta per tutto il pasto).

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 In più Dorus, che già conoscete, ha preparato una super cheesecake all’amaretto e cacao da overdose di zuccheri.

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La sottoscritta, con una faccia da bambina euforica, regge la prelibata torta in questione. Prossimo esperimento in cantiere.

E per stare in tema di dolci, non son voluta rimanere con le mani in mano e quindi sono ricorsa ad una delle mie torte preferite nonché, e non per vanto, il mio cavallo di battaglia per la pasticceria invernale (l’estiva – stando ai critici – è la cheesecake): la torta pere e cioccolato. Facilissima, ma d’effetto. Anche questa volta, debbo dire, non mi ha deluso 😉

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Torta pere e cioccolato

Ingredienti

150 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro (senza lattosio)
3 uova
1 dl e mezzo di zucchero (120 gr)
2 dl di farina (150 gr)
16 gr di lievito in polvere per dolci
2 pere
zucchero a velo

Preparazione

Accendete il forno statico a 180°. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria assieme al burro.

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In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero e a parte setacciate la farina con il lievito.

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Unite le polveri al composto di zucchero e uova un po’ alla volta, continuando a mescolare. Aggiungete infine il cioccolato fuso.

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Tagliate le pere a dadini e unitele al composto.

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Foderate uno stampo per torte con la carta da forno, versate il composto e infornate per 45 minuti.

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Spolverate con zucchero a velo a piacere. Solitamente, nella versione che preparo a casa (vedi foto sotto), guarnisco la torta con dei ciuffetti di crema chantilly e accompagno con un quadrattone di cioccolato fondente.

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Adoro la pasta sfoglia

Sarà stato un paio di settimane ormai che avevo proprio voglia di comprare della pasta sfoglia.
La prima volta che la mia amica da Vienna, L., aveva preparato lo strudel di mele e cannella son resistita alla tentazione. Poi l’altra sera il ragazzo di K. (austriaca) ha preparato uno strudel di spinaci e formaggio da far venir l’acquolina. Che dire, in Austria ci sanno fare con lo strudel.
E io son così ceduta alla tentazione.

La cosa che più mi piace della pasta sfoglia è il suo profumo durante la cottura. Oltre al fatto che puoi farci quello che vuoi, dal dolce al salato.
Lo ammetto, non ho mai provato a prepararla e compro sempre quella già pronta. Troppo complesso. Ma magari prima o poi proverò ad impastarla.

Fatto che sta che ieri mi son decisa a comprare un rotolino di pasta sfoglia, dopo non poco tempo speso al supermercato per trovarla (era accanto a tutta una serie di preparati per la pizza – tipo la pasta per la base già pronta, le salse fresche preconfezionate con tutti gli ingredienti per la “Capricciosa” o la “Quattro stagioni”).

Ho così deciso di preparare una serie di fagottini semplici, andando di fantasia con gli ingredienti per il ripieno. Ho pensato a qualcosa di tipico italiano, dato che avevo promesso a N. (l’amico svedese delle kanelbullardi cucinare qualcosa come ringraziamento per un aiutino per un progetto all’università. Baratto ben riuscito, alla fine.

La ricetta e la preparazione sono molto semplici: la chiave del tutto è la creatività.
“Be creative” è diventato il mio motto, soprattutto quando gli amici mi chiedono consigli su cosa e/o come cucinare per cena. Mi viene da sorridere, quando ci penso, a come mi è venuto: lo chiamerei l’ “aneddoto della Spanish omelette”.

Tutto è nato scherzando con le mie coinquiline spagnole (a cui, davvero, voglio molto bene), che adorano l’omelette di patate e cipolle. Che dire, la sanno fare molto bene ed è davvero ottima!
Durante le prime settimane di permanenza in Svezia,  J. (Grecia) aveva pensato di organizzare nel suo piano una cena internazionale in modo da conoscerci tra i nuovi arrivati: ognuno doveva portare un piatto tipico del proprio paese – io, scontato, ho fatto la pizza.

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Le mie amiche dalla Spagna hanno giustamente portato la loro omelette.
La settimana dopo, per il compleanno di A. (canadese), ci siamo ritrovati tutti insieme per un’altra cena e ognuno doveva portare qualcosa.
Ancora omelette.
Infine la settimana successiva è stata l’ora della cena di piano, ancora su tema internazionale. In cucina abbiamo una lavagna e ognuno doveva appuntare il piatto prescelto, in modo da avere un’equa distribuzione tra piatti di portata e dolci.
Fatto sta che le chicas scrivono ancora una volta “omelette”.
Non sono più resista dal non farci una battuta, per cui ho appostato sulla lavagna: “Be more creative than a Spanish omelette!”.
E’ stato molto divertente il tutto. Così è nato il motto.
Alla fine, comunque, hanno cucinato omelette.

Tornando a quello che ho preparato alla fine per cena ieri sera, potete trovare come – molto banalmente – preparare dei fagottini e stuzzichini di pasta sfoglia con diversi ripieni. Tenendo come ingrediente fisso la mozzarella, mi son sbizzarrita con zucchine, pomodori e prosciutto crudo.

Ingredienti (6 fagottini)

1 rotolo di pasta sfoglia
2 pomodori
1 zucchina
1 mozzarella
100 gr di prosciutto crudo
olio d’oliva qb
1 tuorlo d’uovo

In padella grigliate le zucchine (tagliate finemente) con un po’ d’olio e aggiusta di sale. Tagliate a dadini la mozzarella e i pomodori. Sminuzzate il prosciutto crudo.
Stendete il rotolo di pasta sfoglia e ricavate sei quadrati (se la forma è circolare, ricava un rettangolo e riutilizza la pasta in eccesso per fare dei mini croissants con gli ingredienti che rimangono). Ponete al centro della pasta un po’ di mozzarella e farcite a piacere con i pomodori, le zucchine e il prosciutto crudo. Io ho tenuto da parte un po’ di ingredienti e ho preparato una mini insalata come contorno.
Chiudete i fagottini incrociando le quattro punte del rettangolo di pasta e spennellate con il tuorlo d’uovo sbattuto.
In forno preriscaldato 180° per 25 minuti.

Fatto.

Se avete un po’ di vino bianco, direi che può andare.

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